Capitolo 1 – Hammamet solo andata

Il 23/10/2013 io e mio marito, in una triste giornata di nebbia, freddo e umido eravamo all’aeroporto di Malpensa in procinto di imbarcarci per una vacanza in Tunisia. Dopo un breve volo di h. 1,30 l’aereo atterra a Tunisi.

Svolte le formalita’ di rito ci incamminiamo verso l’esterno, un po’ timorosi in quanto era la prima volta che ci recavamo in un paese mussulmano. La prima accoglienza ce l’ha data il sole: luminoso, caldo, sospeso in un cielo azzurro che avevo visto solo nel nord della Svezia. Carichiamo i bagagli su un taxi e ci dirigiamo alla volta di Hammamet, circa 70km.

Per me era tutto nuovo, premetto che siamo camperisti e quindi abituati a lunghi viaggi. Il taxi attraversa la periferia di Tunisi, io guardo fuori dal finestrino e provo delle emozioni contrastanti, la piu’ forte e’ stata: “mamma mia ma dove sono finita?”

Il caldo era soffocante, incomincio a tgliermi il cappotto e la maglietta, (vi ricordo che era il 23/10 e noi siamo partiti da Milano); la radio del taxi trasmetteva qualcosa in lingua araba intervallata da musiche locali, l’autista faceva del suo meglio per metterci a nostro agio e ci rivolgeva delle domande in uno stentato italiano e noi rispondevamo in uno stentatissimo francese.

Fuori la vita scorreva lenta tra macchine vecchie, motorini con 3/4 persone a bordo, asinelli con carrettini legati dietro e bambini alla conduzione. Un caos pazzesco ma, man mano che si procedeva senza fretta da parte del nostro autista, notavo che il caos aveva un suo ordine. Nello spazio di poche ore siamo stati catapultati nell’Italia degli anni ’60.

Imbocchiamo l’autostrada e, sorpresa per me, noto che sono come le nostre, belle, larghe pero’ senza i soliti “lavori in corso”.

Lasciamo Tunisi e la sua periferia e incominciamo ad attraversare la campagna con distese di viti che in seguito ho scoperto essere l’uva che da il buonissimo vino di Mornag, ed infiniti campi di ulivi dove si raccolgono le olive simili alle nostre taggiasche e si produce un saporito olio extravergine. La campagna e’ sormontata da montagne brulle e di tanto in tanto si vedono le tipiche costruzioni arabe bianche circondate da muri. Guardando in lontananza mi e’ venuto da sorridere, immaginavo di vedere spuntare l’asinello con in groppa la Madonna e il bambinello ed a piedi S. Giuseppe.

Arriviamo al pagamento del pedaggio e con nostra sorpresa paghiamo 1,20dinari pari a 0,50€., penso: “sara’ la tariffa per i taxi”.

Ed ecco finalmente, accolti da uno spettacolare tramonto, davanti a noi Hammamet. (Continua)